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Il musical «Saranno Famosi» trova sul mercato il 70% del budget di produzione. Ecco chi ha investito

Qualche settimana fa «Money, it’s a gas!» si è occupato del progetto di associazione in partecipazione legato al musical «Fame – Saranno Famosi», in programma al Teatro Nazionale di Milano dal 31 marzo al primo maggio 2016, per complessive 34 date. Ricordate? L’idea partiva dalla Wizard Production Srl di Enrico Porreca che, mediando un format di business molto diffuso a Broadway come nel West End londinese, aveva aperto a potenziali investitori il 75% del budget di produzione (520mila euro) dell’opera tratta dalla fortunata serie televisiva anni Ottanta. Com’è andata questa particolarissima campagna di «apertura al mercato»? A quanto pare molto bene: Porreca ha raccolto 12 adesioni di cui dieci con quote del 5% e due con quote del 10 per cento. Hanno investito con quote del 10% Gemma Ghizzo, vedova del celebre Franco con cui scrisse pagine importantissime della storia del Teatro Nuovo, e l’imprenditore che si occupa di logistica e distribuzione internazionale nel settore moda Fabrizio Dal Pont. Tutti con partecipazioni del 5%, invece, la International Music and Arts, società controllata al 100% da Sony Music che, tra l’altro, organizza gli spettacoli di Franco Battiato, la Antico Teatro Pagliano Srl che gestisce il Teatro Verdi di Firenze, la Eventi Srl di Verona, il Teatro Ariston di Sanremo, controllato dalla famiglia Vacchino, la Show Bees di Gian Mario Longoni, la December Sevens che ha in gestione il Teatro Celebrazioni di Bologna, la Albachiara di Miguel Dell’Acqua, attivo da 30 anni nel settore in Lombardia, e la genovese Duemila Grandi Eventi. Completano il quadro altri due investitori che preferiscono restare anonimi. «Tra gli investitori – spiega Enrico Porreca – altri tre soggetti avrebbero voluto salire con la propria quota al 10%, mentre un quarto intendeva addirittura spingersi al 15 per cento. Li ho convinti a restare a quota 5% perché a breve lanceremo nuove iniziative di associazione in partecipazione, sempre legate al musical. Diversificare gli investimenti può rivelarsi una strategia efficace». Wizard punta infatti a portare in Italia, con la stessa formula, «The Bodyguard», spettacolo tratto dal celebre film con Whitney Houston e Kevin Costner, il cui budget dovrebbe stavolta aggirarsi sugli 1,5 milioni. Si lavora per un debutto all’inizio della stagione 2016/2017 sulla piazza di Milano o Roma. Tornando a «Fame», sono intanto partite le prevendite con alcune centinaia di biglietti già andate via. Considerando il budget, il breakeven sarà raggiunto a quota 20mila ticket da 38 euro staccati, ossia al 46% della capacità reale di affollamento del Teatro Nazionale nelle 34 date di show. Lo spettacolo avrà per regista Federico Bellone, direttore della Scuola del Musical di Milano e proprio negli artisti che ne hanno frequentato troverà gran parte del cast. Ma al di là di questo progetto pionieristico, decollerà la formula dell’associazione in partecipazione qui in Italia? «Per ora – è la risposta di Porreca – registriamo grande curiosità ed entusiasmo. Certo, se arrivasse il tax credit anche per chi investe sulle rappresentazioni teatrali rappresenterebbe una bella spinta per il settore». Governo avvisato.

</span></figure></a> La locandina di Fame, a Teatro dal 31 marzo 2016
La locandina di Fame, a Teatro dal 31 marzo 2016