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Jonny Greenwood suona a Fermo

Jonny Greenwood suona nelle Marche per il restauro delle opere danneggiate dal terremoto

Ci sono legami speciali che si creano tra artisti e territori. Quello tra Jonny Greenwood e le Marche, per esempio: il chitarrista dei Radiohead ha eletto il borgo di Monsampietro Morico a proprio buen ritiro. Era lì il 24 agosto del 2016, quando un terribile terremoto si abbatté sulla valle del Tronto e il comprensorio dei monti Sibillini. «Noi ci siamo spaventati parecchio, ma siamo stati fortunati. Siamo scappati dalla porta anteriore proprio mentre un comignolo stava cadendo in corrispondenza della porta posteriore», dirà al Resto del Carlino. Da quel preciso momento si è impegnato concretamente per la ricostruzione. Nell’agosto del 2017, insieme con il front leader della band Thom Yorke, si esibito in un concerto benefico allo Sferisterio di Macerata.

Adesso fa il bis a Fermo: sarà il suggestivo Teatro dell’Aquila ad ospitare venerdì 25 ottobre una speciale esibizione il cui ricavato verrà utilizzato per finanziare il restauro e il recupero di opere danneggiate dal sisma. Quella di Greenwood sarà una scaletta particolare, che spazierà da Steve Reich a Johann Sebastian Bach, passando anche attraverso alcune sue composizioni tratte dalle colonne sonore dei film di Paul Thomas Anderson «Il Petroliere» («There will be blood») e «Il Filo Nascosto» («Phantom thread») che gli valse, quest’ultima, la candidatura all’Oscar nel 2018.

L’evento, che avrà inizio alle ore 21, nasce dall’impegno di Arte Pro Arte, comitato ideato da Sharona Katan, Fabio Pucciarelli e Carla Paciaroni, e vede la collaborazione del Comune di Fermo, con la produzione musicale affidata a Tam Tutta un’Altra Musica. Col contributo del Comitato sono già state restaurati il dipinto ad olio su tela «La Deposizione dalla croce» proveniente dalla Chiesa di San Benedetto e San Biagio di Montemonaco e la Crocefissione con Vergine Maria, San Giovanni Battista e committente (Fra Benedetto d’Ansovino), opera del maestro Gaglianvecchio proveniente dalla Chiesa di Sant’Angelo di  Piazza. Tutti i restauri fanno capo a un concetto unico: riportare a nuova vita la regione, il suo territorio e lo spirito dei suoi abitanti, attraverso il recupero delle opere d’arte danneggiate. La nuova filosofia del comitato sarà rivolta in particolare al recupero di strumenti musicali danneggiati e alla loro rigenerazione  anche attraverso composizioni musicali moderne.