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ROCKIN'1000

Dopo i Foo Fighters a Cesena Rockin’1000 diventa startup. Obiettivo: internazionalizzare (sognando i Led Zeppelin)

Si comincia un po’ per gioco, si finisce con un rivoluzionario modello di business tra le mani. Che potrebbe addirittura essere «esportato». Per partire ti serve un sogno, un’idea innovativa, una discreta dose di tenacia e parecchio talento. Il resto lo fanno il web, il crowdfunding e la passione di tanti che, da un posto all’altro del Paese, si riconoscono nella tua «visione». All’inizio Rockin’1000 era una scommessa, oggi è una startup a caccia di partnership che punta a dimostrare – a sé stessa e al mercato – che quando hai un buon progetto non c’è crisi che tenga. Riassunto delle puntate precedenti: loro sono quei sette ragazzi di età media intorno ai 35 anni e professionalità da vendere che l’anno scorso attraverso, un’iniziativa di crowdfunding, portarono in Romagna mille musicisti da ogni parte d’Italia per suonare tutti insieme appassionatamente «Learn to Fly» dei Foo Fighters. Ne fecero un video e, sul web, lanciarono un appello a Dave Grohl e soci affinché tornassero a esibirsi a Cesena – città d’origine di molti di loro – a otto anni di distanza dall’unico precedente. Esperimento riuscito tre volte, perché quel video è diventato un fenomeno planetario da 30 milioni di visualizzazioni su YouTube (il video italiano più visto del 2015), i Foo Fighters sono realmente tornati a suonare a Cesena e quel filmato a metà aprile al Tribeca Festival di New York sarà insignito del Disruptive Innovation Award, premio assegnato a coloro che riescono ad abbattere le barriere. Finisce qui? Neanche per sogno. La gang di Rockin’1000 ha già un’altra sfida per l’estate prossima, da realizzare sempre attraverso il crowdfunding: si chiama «That’s Live» e punta a trasformare il format dell’esibizione collettiva dei mille musicisti rock in un vero e proprio concerto che si terrà il 24 luglio allo Stadio di Cesena, con una scaletta che mette insieme 60 e più anni di storia del rock in venti brani, tra probabili hit di Elvis Presley, Beatles, Rolling Stones, Led Zeppelin e via discorrendo. Sostenere il progetto attraverso il crowdfunding equivale ad «acquistare» il proprio biglietto per lo show, «ma il progetto nel medio termine è più ampio», spiega Fabio Zaffagnini, anima di Rockin’1000. Il punto di partenza è buono, se consideriamo che l’evento 2015 ha scomodato Bbc, Cnn, New York Times e Guardian. E che ai diretti interessati sono arrivate proposte per una «replica» da New York, Buenos Aires, Dubai ma anche da tantissime piccole cittadine sparse per il mondo. «L’esperienza di “Learn to Fly” ha attratto sul nostro format attenzioni internazionali. Stiamo valutando la possibilità di replicare il concerto collettivo di “That’s Live” in giro per gli Stati Uniti, ma prima di arrivarci dovrà funzionare a dovere l’happening di Cesena». Qualcosa è cambiato rispetto all’esperienza dell’anno scorso: la piattaforma di crowdfunding non è più la bolognese Idea Ginger ma PostepayCrowd (nata dalla partnership tra Postepay, Visa ed Eppela), il breakeven dell’operazione sale da 40mila euro (poi se ne raccolsero 44mila) a 100mila euro, per il concerto di luglio lavoreranno 200 maestranze contro le 160 dell’anno scorso. Particolare non di poco conto: nel 2015 queste ultime prestarono gratis la propria professionalità, quest’anno saranno pagate. In più, proprio perché l’esperimento 2016 di Rockin’1000 risulta molto più articolato, «stiamo trattando – sottolinea Zaffagnini – con una serie di sponsor. Lo spirito resta lo stesso dell’anno scorso, le ambizioni crescono». Nell’ottica di una crescita, Rockin’1000 da associazione si è trasformata in Srl, un soggetto più flessibile e meglio strutturato per attrarre investimenti: «Credo – rimarca Zaffagnini – che questa nostra particolarissima avventura un giorno possa trasformarsi in una opportunità di business e di lavoro a tutti gli effetti». I mille musicisti che saranno chiamati a imbracciare microfoni, chitarre, bassi e batterie sull’erba del «Manuzzi» come l’anno scorso suoneranno a titolo gratuito, «ma non si esclude – prosegue l’ideatore dell’iniziativa – che col tempo si possa anche arrivare a considerare la possibilità di un gettone». Si è pensato a qualche guest star per l’evento? Zaffagnini è cauto: «Ci stiamo lavorando. È un terreno delicato. Cosa fondamentale resta non snaturare lo spirito originario del progetto». Solo così in rete ti garantisci la credibilità. Da definire poi i possibili sviluppi mediatici di «That’s Live»: chissà che alla fine non si punti per la realizzazione di un dvd o la proiezione nei cinema del concerto evento. Ma se l’edizione 2015 è servita a riportare Foo Fighters a Cesena, qual è il sogno proibito di Rockin’1000 per il 2016? Zaffagnini risponde senza esitare: «Un sogno irrealizzabile: la reunion dei Led Zeppelin. Ma lo sappiamo bene: non ci sono premesse ragionevoli perché possa avvenire». Come dargli torto. Se non fosse per il fatto che l’anno scorso nessuno ci credeva al grande ritorno romagnolo di Dave Grohl e compagnia cantante. Eppure…

</span></figure></a> Fabio Zaffagnini con i “mille” di Rockin’1000
Fabio Zaffagnini con i “mille” di Rockin’1000