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Torna la classifica dei dischi in vinile (monopolizzata da Pink Floyd e Led Zeppelin)

Con l’anno nuovo torna la cara vecchia classifica degli Lp. La voce «vinili» si aggiunge infatti alle charts Top of The Music di Fimi e Gfk. Un segnale importante da parte dell’industria discografica che torna ad accreditare un segmento della propria offerta che sarà anche di nicchia, ma risulta in crescita. Come già abbiamo scritto in passato, questo segmento vale il 4% del mercato di settore (cifra che gira intorno ai 3,645 milioni) ma è interessato da un incremento del 74% sul 2014. Quali sono i dischi in vinile più venduti dell’anno appena trascorso? La leadership spetta al ritorno di David Gilmour con «Rattle that lock», nuova uscita di un artista comunque legato all’immaginario degli anni in cui il music business era essenzialmente il microsolco. Segue l’album che ha dominato la classifica generale dei più venduti, «Lorenzo 2015 cc.» di Jovanotti, e quindi è una partita a due tra Pink Floyd e Led Zeppelin. La pietra miliare «Dark Side of the Moon» è terza, davanti a «IV» di Jimmy Page e soci. Seguono «The Wall», «Led Zeppelin III», «Wish you were here», «The Endless River», «The Division Bell» e l’album d’esordio del Dirigibile. Cambiano invece le gerarchie nella classifica della prima settimana del 2016, con un minore peso esercitato dai classici: in testa stavolta c’è «Le cose che non ho» di Marco Mengoni, davanti a «25» di Adele e «Endkadenz Vol. 2» dei Verdena. Poi «A Head full of Dreams» dei Coldplay, «Random Access Memory» dei Daft Punk, «Buon Compleanno Elvis» di Ligabue, «Rattle that lock», «Così com’è» degli Articolo 31, l’immancabile «The Wall» e «Back to Black» della Leonessa di Camden Town Amy Winehouse.

</span></figure></a> La copertina di Rattle That Lock di David Gilmour
La copertina di Rattle That Lock di David Gilmour