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Umbria Jazz, l’inverno «porta bene»: incassi in crescita dell’8 per cento

Presenze in crescita del 20%, incassi al più 8 per cento rispetto alle performance dell’anno scorso. A 25 anni dalla nascita Umbria Jazz Winter, la versione natalizia del più celebre festival jazz d’Italia che si tiene a Orvieto, chiude un’edizione da record: le 25 band che si sono esibite, per un totale di 150 musicisti, hanno raccolto intorno a sé qualcosa come 12mila spettatori paganti, per ricavi da botteghino pari a 270mila euro.
Esauriti quasi tutti i concerti del teatro Mancinelli e i jazz lunch e dinner, inclusi i veglioni di Capodanno. La massima capienza è stata raggiunta in moltissime occasioni anche per i concerti al Palazzo del Popolo e al Museo Greco. Dal punto di vista musicale saranno sicuramente ricordati l’omaggio di Jason Moran a Thelonious Monk nel centenario della nascita, i due progetti così diversi ma ugualmente affascinanti di Marc Ribot (nella foto), la tripla apparizione, sempre sold out, di Maria Pia De Vito, il debutto di Jazzmeia Horn, il duo Gino Paoli-Danilo Rea, Giovanni Guidi, Fabrizio Bosso, il ricostituito Trio di Roma (Rea, Pietropaoli, Gatto) e il nuovo progetto di Francesco Bearzatti e Mauro Ottolini «Licaones». Ancora una volta, il festival d’inverno si è confermato un appuntamento atteso da chi vuole trascorrere le vacanze di fine anno ascoltando ottima musica in una delle più suggestive città d’arte dell’Umbria.