Continua a crescere, in Italia, il business dei diritti connessi: è quanto emerge dal bilancio approvato da Scf, principale collecting di questo particolare segmento di business. L’esercizio 2025 si chiude infatti con una ripartizione complessiva di 52,9 milioni di euro, in aumento del 3,48% rispetto al 2024, confermando il ruolo sempre più centrale dei diritti connessi nell’economia della musica registrata, oggi seconda voce di ricavo dopo lo streaming.
Un risultato che arriva in un contesto macroeconomico e geopolitico segnato da forte incertezza, ma che riflette sia l’andamento positivo degli incassi sia una razionalizzazione dei processi di attribuzione e distribuzione messa in atto dalla collecting. Un percorso che ha avuto effetti anche sul fronte dei costi: Scf ha infatti proseguito la riduzione progressiva del livello di aggio, sceso dal 19% del 2023 al 15% nel 2025 per il comparto broadcasting e web, e dal 19% al 16% per il public performance, con l’obiettivo dichiarato di massimizzare i ritorni per produttori e mandanti.
A trainare la crescita è soprattutto il comparto broadcasting, che mette a segno un incremento dell’11,3%, consentendo all’Italia di posizionarsi tra i primi cinque Paesi al mondo per crescita nel segmento. Un dato che assume un peso ancora maggiore se confrontato con un mercato pubblicitario sostanzialmente stagnante, cresciuto appena dello 0,4% nel 2025 secondo Nielsen.
Più stabile il comparto delle public performance, che nel 2025 si mantiene sui livelli dell’anno precedente, mentre la copia privata evidenzia un deciso recupero: +15,3%, rafforzando il proprio ruolo nel riequilibrio complessivo del sistema dei diritti. In questo quadro, il nuovo decreto ministeriale sulla copia privata è stato accolto con favore da Scf, che lo considera un elemento di maggiore stabilità e coerenza normativa.
Accanto ai dati economici, il 2025 registra anche un rafforzamento della base dei mandanti, con l’ingresso di oltre 100 nuovi produttori e di nuove organizzazioni di gestione collettiva estere, in particolare da Portogallo e Austria. Prosegue inoltre l’espansione del repertorio amministrato: il catalogo Scf supera i 29,1 milioni di brani, in crescita del 2,6% rispetto al 2024.
Sul piano operativo, migliora ulteriormente l’accuratezza delle attribuzioni, anche grazie alla gestione del claiming process, che nel corso dell’anno ha beneficiato della lavorazione di 1.343 rendiconti analitici, generando effetti positivi sulle royalties effettivamente distribuite.
«In un ecosistema musicale sempre più complesso e variegato, il 2025 conferma il ruolo strategico dei diritti connessi nel sostenere lo sviluppo dell’intera filiera», commenta Mariano Fiorito, direttore generale di Scf (nella foto). «Siamo testimoni e ci facciamo portavoce dell’importanza della corretta valorizzazione delle utilizzazioni della musica registrata, che rappresenta un fattore chiave per la crescita futura del settore».