Grammy 2024, la vera stella è Joni Mitchell

La prossima edizione dei Grammy, in programma tra domenica 4 e lunedì 5 febbraio, avrà qualcosa di storico. Qualcosa che si chiama Joni Mitchell: pur avendo collezionato 18 nomination e avendo vinto nove premi la «Lady of the Canyon» non aveva mai cantato durante la cerimonia dei Grammy, cosa che si verificherà domenica sera a Los Angeles, quando Joni si unirà ad altri nomi nobili della scaletta già annunciati, tra cui Billy Joel, Olivia Rodrigo e Billie Eilish.

Lo hanno annunciato la Recording Academy, che assegna i più prestigiosi premi per la musica, assieme alla Cbs, il network dove andrà in onda la diretta della cerimonia condotta per il quarto anno consecutivo da Trevor Noah. Joni Mitchell (nella foto Epa), che nel 2002 aveva ottenuto un Grammy alla carriera, domenica potrebbe ritirare il suo decimo premio, essendo stata candidata per il migliore album folk: «Joni Mitchell at Newport» è stato prodotto dalla fedelissima Brandi Carlile che l’ha accompagnata negli ultimi due anni nelle rare performance dell’anziana artista sul palcoscenico.

Joni ha compiuto 80 anni in novembre e nove anni fa è stata messa ko da un aneurisma al cervello che per poco non l’ha uccisa. Da allora, l’eroina autrice di capolavori come «Both Sides Now» e «Blue» si era ritirata dalle scene e solo un paio di anni fa era tornata a cantare in pubblico, sia pure ormai in sedia a rotelle: la prima volta fu nel 2022, proprio al Newport Folk Festival.

Il palco dei Grammy alla Crypto.com Arena domenica sarà affollatissimo. Sza, in testa con nove candidature tra cui quella per miglior album («Sos», in corsa contro «Midnights» di Taylor Swift), si è unita a un cartellone di performer che includono anche Billy Joel, Burna Boy, Dua Lipa, Luke Combs, Travis Scott e gli U2. Le donne artiste dominano le nomination e i pronostici della vigilia: seguono con sette candidature Phoebe Bridgers, Victoria Monét e il tecnico/mixer Serban Ghenea.

Altre sei nomination sono andate a Taylor Swift, con Olivia Rodrigo, Billie Eilish, Miley Cyrus (in pole per disco dell’anno con Flowers), Jon Batiste e Brandy Clark. Swift, che negli ultimi mesi non ha fatto che collezionare record, domenica potrebbe aggiungerne un altro: se batterà Sza (ma anche Jon Batiste con «World Music Radio», Miley Cyrus con «Endless Summer Vacation», Lana Del Rey con «Did You Know That There’s a Tunnel Under Ocean Blvd», Janelle Monáe con «The Age of Pleasure» e Olivia Rodrigo con «Guts») sarà la prima artista ad aver vinto quattro volte in una delle categorie più prestigiose, album dell’anno.

Per Taylor, che il 7 febbraio deve essere a Tokyo per la ripresa del tour The Eras, sarebbe il 13esimo Grammy, numero fortunato per la cantante nata il 13 dicembre. Dopo l’esclusione dagli Oscar della regista Greta Gerwig e la protagonista Margot Robbie, i Grammy potrebbero po regalare una rivincita a «Barbie». Sono infatti dodici in sette categorie le nomination legate al film fenomeno dell’estate con incassi globali da 1,4 miliardi di dollari: tra queste miglior canzone dell’anno e disco dell’anno, con «What Was I Made For?» eseguito da Billie Eilish. Non esattamente una Barbie Girl.