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Franco Battiato

«Torneremo ancora» ad ascoltare Franco Battiato. Ma quello dell’«Era del Cinghiale Bianco»

Fino a che punto può spingersi la valorizzazione di un artista? E fino a che punto deve spingersi il giornalismo? Parlare oggi di Franco Battiato non può prescindere da questi due interrogativi. È una questione etica, deontologica addirittura, per chi fa il mestiere che facciamo. Ma è pure una questione privata, perché la nostra classe «fu allevata con il latte di una capra/ e del pane di frumento», quanto di meglio c’era nei dischi del Maestro tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta. Perché qui Battiato fa parte del lessico famigliare, inutile girarci intorno.

Il fatto è questo: martedì 15 ottobre si presenta «Franco Battiato & London Philarmonic Concert Orchestra», nuovo album del Maestro contenente l’inedito «Torneremo ancora», in rotazione radiofonica da lunedì 14 ottobre. A Milano, presso la sede di Sony, con Francesco Messina e Pino Pinaxa Pischetola, collaboratori e amici dell’artista, nonché Francesco Cattini suo manager. Il disco ripesca materiali dai concerti di Battiato con l’orchestra londinese risalenti a due anni fa. Alla presentazione non parteciperà il Maestro, le cui condizioni di salute sono critiche, non è un mistero. Qualcuno allora s’indigna perché l’operazione significa speculare su un artista la cui parabola si è già chiusa. Battiato «sta male, cercano di tenere in vita qualcosa che è già morto», dichiara a Fanpage Roberto Ferri, altro vecchio amico del cantautore. Forse, però, sarebbe stato giusto fermarsi un attimo prima: può pure andare bene mettere in discussione l’operazione «Torneremo ancora», ma è opportuno addentrarsi nei dettagli della malattia di Battiato con una fitta aneddotica?

Ok, è vero: «Torneremo ancora» è un brano povero, di certo non all’altezza delle migliori pagine del Maestro. Se proprio si tratta di «tornare», preferiamo farlo al Battiato rivoluzionario de «L’Era del Cinghiale Bianco», album che quest’anno ha festeggiato il 40esimo anniversario, con tanto di edizione deluxe da parte di Universal. Alle estati della nostra infanzia che ebbero per colonna sonora «Voglio vederti danzare». All’amore metafisico di «E ti vengo a cercare» e a quel concerto del settembre 2006, al Teatro San Carlo di Napoli. Il giorno più bello della vita di papà o qualcosa di simile. Sia lode all’Inviolato.

Ps. Tutti su Battiato appassionatamente. Proprio il giorno della presentazione di «Torneremo ancora» da parte di Sony, arriva da Universal l’annuncio dell’uscita, l’8 novembre, dei tre capitoli di «Fleurs» riuniti per la prima volta in una speciale Edizione Deluxe Limitata e Numerata da 3LP colorati 180 grammi con audio rimasterizzato. Roba da collezionisti.

  • Salvatore Arcidiacono |

    Di mestiere faccio lo psicologo e vivo a Puntalazzo, a qualche chilometro dalla dimora del maestro Battiato (sono un suo estimatore sin dagli anni 60). Per me è stato sempre un punto di riferimento per la sua coerenza, la sua arte e il suo inconfondibile idioma. Provo una sensazione di dolore nel non vederlo più in giro dalle nostre parti ma voglio credere che questo possa ancora accadere.

  • Concetta Di Cristo |

    A me fa solo male sapere che il maestro ha problemi di salute!Non mi è piaciuta l’inter rilasciata dal suo “amico “ manager Ferri,i toni adoperati denotano scarsa sensibilità verso un problema molto serio.Non so se la malattia del maestro sia nell’anima,se sia Halzheimer o altro.Quanto al brano in questione ,io l’ ho trovato bellissimo,quasi un testamento spirituale!Il maestro è sempre grande ,andrebbe aiutato e rispettato un po’ di più!

  • salvo |

    mi auguro di sentire ancora nuove canzoni di battiato

  • Teresa Antonietta Teti |

    “Andiamo verso le altezze e lasciamo questi lidi. Tu mi parli di vita vera e di raggi, tu mi parli di trasformazioni. L’anima risponde all’anima”.

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