Come da previsioni, arriva il secondo sold out per la seconda data degli U2 (nella foto Ansa il cantante Bono) all’Olimpico di Roma, il 16 luglio. I biglietti, però, stavolta non sono andati via entro la fine della mattinata, com’era stato per la prevendita della data del 15. Chi non è riuscito ad acquistare, poi non disperi: a quanto pare ci sono nuove limitate disponibilità. Live Nation Italia e TicketOne comunicano che sono stati venduti tutti i biglietti a disposizione anche per la seconda data. «Dopo aver monitorato – recita la nota ufficiale – le vendite durante tutte le fasi di prevendita, l’azione di TicketOne a contrasto del problema del secondary market è proseguita senza sosta anche in data odierna. A fronte degli approfonditi controlli effettuati sulle transazioni di acquisto nella giornata sono stati rimessi in vendita limitati quantitativi di biglietti derivanti dalle cancellazioni effettuate in data odierna da TicketOne e dall’apertura dei posti di visibilità limitata. Le annunciate azioni e i controlli hanno portato i seguenti risultati: i biglietti venduti per la seconda data sono stati assegnati a circa 18.500 differenti acquirenti e per la maggior parte spediti ad altrettanti indirizzi di spedizione; il 92% degli ordini prevede infatti la consegna via corriere con ricevuta di ritiro con una ripartizione bilanciata in tutte le 110 provincie italiane; il 15% degli acquisti è stato effettuato da clienti stranieri suddivisi in 74 paesi; ogni cliente ha acquistato una media di 2,9 biglietti; non è stata rilevata la presenza di software automatici di acquisto (cosidetti bots): la capacità dei sistemi TicketOne ha consentito di servire in brevissimo tempo numerosissimi Clienti; come per la precedente data sono stati individuati diversi ordini effettuati da soggetti diversi ma riconducibili a clienti che avevano già acquistato in precedenza, pertanto TicketOne ha provveduto a cancellare 500 ordini considerati “sospetti” per un totale di 1.700 biglietti tra la fase di prevendita destinata al fan club e la vendita generale odierna che sarebbero potuti finire su siti di secondary market».
