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Il Ddl Spettacolo è legge, la filiera della musica applaude. Ecco tutte le novità per il settore

Il Ddl Spettacolo diventa Legge e, con esso, tutte le novità riguardanti la musica, dall’aggiornamento delle norme sulle Fondazioni lirico sinfoniche alla stabilizzazione del tax credit per il settore. La filiera accoglie con favore le novità introdotte. Enzo Mazza, numero uno di Fimi, parla di «risultato storico» ed esprime «un grande apprezzamento al ministro Dario Franceschini (nella foto Ansa) e al Parlamento. Attendevamo una “legge musica” dal 1997 – ricorda Mazza – e finalmente si è giunti ad una norma organica che riconosce il valore culturale di tutta la musica e della sua filiera senza distinzioni di genere. Tra le misure, la stabilizzazione del tax credit è inoltre un tassello importante per lo sviluppo di nuovi artisti nell’era digitale».
Grande soddisfazione anche da parte di Vincenzo Spera, presidente di Assomusica, l’associazione dei promoter: «Questo è un giorno importante perché segna il raggiungimento di un obiettivo a lungo perseguito dal settore. Il provvedimento riconosce il valore sociale, educativo ed economico della musica dal vivo e della musica popolare contemporanea, anche come strumento centrale per lo sviluppo dell’offerta turistico-culturale nel nostro Paese. Arriva al termine di un percorso promosso dalla petizione di Assomusica, risalente al maggio del 2016, condiviso da parlamentari come l’onorevole Roberto Rampi, promotore del Ddl e le senatrici Maria Rosaria Di Giorgi ed Elena Ferrari. L’auspicio è che adesso, attraverso i decreti attuativi, la Legge diventi presto operativa per dare slancio a un comparto che vanta grandi potenzialità». Anche Filippo Sugar, presidente di Siae, esprime grande soddisfazione «per il riconoscimento della musica popolare come forma d’arte e parte integrante del patrimonio  culturale, artistico, sociale ed economico del Paese». Il paroliere Mogol commenta: «Esprimo la mia gratitudine e i miei più sinceri complimenti al ministro Dario Franceschini. Sono veramente orgoglioso che, finalmente, una legge dello Stato riconosca anche e soprattutto lo straordinario valore culturale della musica popolare, che ha altresì una fondamentale valenza educativa per le nuove generazioni e non solo». Filippo Fonsatti, presidente della Federazione dello Spettacolo dal Vivo, esprime soddisfazione e apprezzamento per la determinazione con la quale il Governo, le commissioni e il Parlamento hanno condotto l’iter legislativo: «Finalmente vengono riconosciute l’importanza strategica del settore e l’organicità delle nostre molteplici funzioni. È una solida legge di principi – prosegue Fonsatti – sulla quale basare, dal punto di vista normativo, decreti attuativi di prospettiva che riconoscano l’eccezione culturale alle nostre imprese e, dal punto di vista economico, un progressivo aumento del Fus che garantisca il definitivo rilancio dello spettacolo dal vivo».

 

Qui di seguito, riunite per punti, le novità legislative introdotte in materia di musica:

  • Riconoscimento della musica dal vivo e della musica popolare contemporanea «quale componente fondamentale del patrimonio culturale, artistico, sociale ed economico del Paese, elemento di coesione sociale e di aggregazione, strumento centrale per lo sviluppo dell’offerta turistico-culturale»;
  • Estensione delle agevolazioni di cui alla Legge 800/1967 alla musica popolare contemporanea;
  • Definizione delle figure che afferiscono all’organizzazione e alla produzione di musica popolare contemporanea e dei criteri e requisiti per l’esercizio di tale attività;
  • Attivazione di piani straordinari, di durata pluriennale, per la ristrutturazione e l’aggiornamento tecnologico di teatri o strutture e spazi stabilmente destinati allo spettacolo, con particolare riferimento a quelli ubicati nei Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti;
  • Politiche di riequilibrio territoriale in merito all’offerta e alla domanda delle attività di spettacolo, anche con riferimento alle aree geograficamente disagiate;
  • Sostegno all’internazionalizzazione delle produzioni di giovani artisti italiani, nonché degli spettacoli di musica popolare contemporanea, anche attraverso iniziative di coproduzione artistica e collaborazioni intersettoriali;
  • Ricambio generazionale per gli artisti emergenti, sostegno alla musica autoriale e di tradizione popolare, con il rinnovo del tax credit per i talenti e una maggiore presenza dei giovani nella programmazione radiotelevisiva;
  • Semplificazione dell’iter procedurale e normativo sulla sicurezza degli spettacoli, nonché «l’aggiornamento delle procedure, prevedendo la più estesa e ottimale utilizzazione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, anche nei rapporti con i destinatari dell’azione amministrativa»;
  • Promozione tra le giovani generazioni della cultura e delle pratiche dello spettacolo, anche mediante le nuove tecnologie, attraverso misure rivolte alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e agli enti o istituti di alta formazione.