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Rivoluzione in classifica: da venerdì lo streaming audio sarà conteggiato anche per gli album

Prende peso lo streaming nel mercato discografico globale e allora ecco che la musica ascoltata online conta sempre di più nelle charts. Da venerdì prossimo, per esempio, la classifica Top of The Music Fimi Gfk degli album integra per la prima volta i dati dello streaming audio di tutte le piattaforme attive in Italia con i dati del download e delle vendite dei dischi fisici, includendo un canale di accesso alla musica così popolare nel nostro Paese da rappresentare una forma di ascolto ormai comune tra i consumatori di musica. I dati degli stream audio rilevati da Gfk Retail and Technology Italia entrano quindi anche nel sistema di misurazione dei consumi di musica degli album confermando il trend di utilizzo da parte dei consumatori di piattaforme di streaming audio. L’andamento dello streaming è cresciuto progressivamente, fino al +30% del 2016 accompagnato da un +40% in incremento rispetto al 2015 per i ricavi derivati dagli abbonamenti. Questi ultimi rappresentano oggi il 51% di tutto il segmento digitale. «L’integrazione dello streaming nella classifica album – spiega il presidente di Fimi Enzo Mazza (nella foto) – segue quanto già avvenuto per i singoli digitali, in un mercato di ascolti sempre più integrati in cui l’acceso ai contenuti musicali non sembra poter essere limitato ad un solo tipo di supporto, ma richiede la capacità di osservare e riflettere il consumo reale e l’andamento effettivo del mercato. Questo genere di integrazione, sarà ovviamente considerata anche ai fini delle assegnazioni delle certificazioni oro e platino». Gfk Italia che provvede ad elaborare la classifica integrando vendita supporti fisici, download e audio streaming utilizza un fattore di conversion rate per rendere compatibili i diversi modelli di business. Tutti gli stream, free o a pagamento, sono conteggiati a patto che abbiano una durata superiore ai 30 secondi. Sono quindi escluse le tracce streaming con durata inferiore ai 30 secondi, gli streaming via radio e gli ascolti su piattaforme di video streaming. Il fattore di conversione sarà rivisto su base quadrimestrale, data l’evoluzione spinta del mercato discografico.