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La sfida indie della siciliana Almendra: 14 uscite da qui alla primavera tra classica ed elettronica

Almendra fa sul serio. La indie label siciliana, legatissima al circuito underground di Palermo, ha inaugurato in questi giorni a un calendario fittissimo di uscite che ci terrà compagnia fino alla primavera prossima, per un totale di 14 album tra classica, jazz, elettronica, musica contemporanea e popolare. Dopo i lavori di Giovanni Sollima (nella foto), N’Hash, Pianelli & Montore e Cicero & Troja già acquistabili e ascoltabili, toccherà a breve a Heptachord (8 novembre), Giovanni Di Giandomenico (6 dicembre), Valentina Casesa (20 dicembre), Marco Betta (27 dicembre), Naiupoche (3 gennaio), Marcello Bonanno (10 gennaio), Alessio Pianelli (7 febbraio), Forsqueak (21 febbraio), La Banda Siciliano (21 marzo) e Bruno Pitruzzella (21 aprile). Non cambia la filosofia di questa particolarissima factory nata nel profondo Sud con ambizioni e – perché no? – respiro internazionale. «Almendra – recita il manifesto della casa discografica – è il nome spagnolo della mandorla, il frutto dal seme ricco di nutrienti e storie, che giunse dalla Cina al Mediterraneo lungo la Via della Seta, portando con sé intensi scambi di culture, competenze e tradizioni». Da questa immagine antica è partito il nucleo di giovani compositori e produttori che nel 2012 l’ha fondata. Nei primi quattro anni d’attività da startup, produzione dopo produzione, si è costituito attorno al nucleo iniziale (il compositore Gianluca Cangemi, il virtuoso dell’elettronica Luca Rinaudo, il produttore Danilo Romancino e il poliedrico visual artist Antonio Cusimano) un vivaio creativo di musicisti, produttori e tecnici, cui hanno contribuito e contribuiscono, alla pari, artisti giovani agli esordi e artisti con storie e attività internazionali. E adesso arriva il momento del salto di qualità.