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Estate milanese all’insegna di «Street Music Art», con Sting, Mumford & Sons e il meglio della street art mondiale

Prendi un «non luogo» come il parcheggio del Forum di Assago e trasformalo in un village della controcultura urbana, grazie alle istallazioni di alcuni tra i maggiori street artist contemporanei. Il tutto per ospitare concerti di pezzi da novanta della musica internazionale come Sting, Santana, Robert Plant e Mumford & Sons. È la sfida di «Street Music Art», rassegna degli eventi estivi milanesi targati Live Nation, presentata quest’oggi nel capoluogo lombardo.

L’idea, molto suggestiva, è quella di collegare musica e arti figurative attraverso un concept ambizioso che dovrebbe essere riproposto anche negli anni prossimi dalla costola italiana della multinazionale della musica dal vivo. Partiamo dai dati tecnici: l’Assago Summer Arena quest’anno avrà tre configurazioni possibili a seconda della portata dell’evento. L’alternativa sarà tra l’arena con platea numerata (5.200 posti in platea e 2.100 posti in tribuna), l’arena grande (11.500 posti in piedi e 2.100 in tribuna) e l’arena piccola (3.500 posti in piedi e 2.100 in tribuna). Prima della musica, tuttavia, interverrà la pittura: dal 9 al 12 giugno sarà proprio la Street Art a inaugurare la rassegna con alcuni dei più importanti rappresentanti di questa forma d’arte chiamati a realizzare in loco opere, sia sfruttando le installazioni già presenti, sia creandone loro stessi di nuove, con performance coinvolgenti. Nomi di primo piano che sicuramente non sfuggono agi appassionati del genere: Chazme (Polonia), Etnik (Italia), Michal Sepe (Polonia), Nevercrew (Svizzera), Pixel Pancho (Italia), Roa (Belgio), Vhils (Portogallo) e Zedz (Olanda). Chi vorrà potrà assistere al loro lavoro. Quanto agli eventi live veri e propri, il cartellone è in via di definizione ma quella che si va determinando è una rassegna all’insegna della varietà: da Dimitri Vegas e Like Mike (10 giugno) a Jack Savoretti (16 giugno), da Little Mix (20 giugno) al live act già sold outo dei Mumford & Sons (4 luglio), poi musica leggera italiana con Max Pezzali (14 luglio), per arrivare a Robert Plant (20 luglio), Santana (21 luglio) e Sting (29 luglio). Nomi cui se ne aggiungeranno presto altri per i quali sono in corso trattative. L’investimento sul village dovrebbe aggirarsi intorno al milione. Roberto De Luca, numero uno di Live Nation Italia, parla di «volontà di sposare arte e musica di strada, così da rendere meno fredda una volta tanto la cornice delle esibizioni». Nessun problema di conflitto con le scenografie degli artisti: «Tolte le mega-produzioni da stadio, – spiega De Luca – d’estate chi è in tour ha un assetto scenografico leggero e tendenzialmente si appoggia alle location che lo ospitano». Quanto al concept del village, l’architetto Carlo Carbone lo definisce «esperimento di nuova aggregazione sociale realizzato attraverso strutture in legno che ricreano, in una sequenza di pieni e di vuoti, quella che potrebbe essere la prospettiva di una città». Cosa ne sarà delle opere di street art a evento archiviato? «Se dovessero arrivare proposte da fondazioni o istituzioni culturali – risponde Davide Loritano della Square23 Art Gallery di Torino che ha selezionato gli artisti – le valuteremo». E così l’esperimento di «Street Art Music» potrebbe andare ben oltre la durata di «Street Art Music».

 

</span></figure></a> Un’opera del collettivo Nevercrew realizzata a Torino, all’esterno del teatro Colosseo
Un’opera del collettivo Nevercrew realizzata a Torino, all’esterno del teatro Colosseo