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Sam Smith sorpassa Beatles e la Sandé: è suo l’esordio a maggiore permanenza nella Top 10 britannica

Nell’aprile 2013 in Inghilterra andò in frantumi un record che durava da 49 anni: «Our version of events», primo e finora unico album della ennesima reginetta del neo soul Emeli Sandé, spodestava «Please please me» dei Beatles dal trono di long playing d’esordio con il più alto numero di settimane consecutive di presenza nella top ten britannica. I Fab Four con il loro primo disco erano rimasti infatti nella parte alta della classifica di Albione per 62 settimane consecutive, mentre la Sandé innalzava l’asticella a 66 settimane. Il giornale on line d’informazione di settore Music Business Worldwide rivela ora che anche il record della grintosa Emeli va in fumo: merito del cantautore londinese Sam Smith e del suo «In the lonely hour», uscito nel 2014 per Capitol Records e pure vincitore di Grammy che ha spostato il primato a 67 settimane. All’uscita il disco si posizionò immediatamente in testa alla chart, venerdì scorso invece faceva ancora bella mostra di sé in quinta posizione. «Sarò sempre grato – ha detto il cantante esploso grazie al successo di “Naughty Boy La La La” – alla mia squadra, ma soprattutto al pubblico britannico perché ha fatto sì che questo accadesse». Che dire? Ai tempi dei Beatles i dischi avevano un altro peso specifico (sui 180 grammi circa) e presidiavano molto più a lungo le posizioni conquistate. Oggi, con un mercato discografico indiscutibilmente ridimensionato rispetto al passato e lo streaming a orientare sempre di più le dinamiche del business, l’orizzonte di un record fa fatica a durare due anni. Non sai quanto durerai ma, nel dubbio, festeggi.

 

 

</span></figure></a> La copertina di In the lonely hour di Sam Smith
La copertina di In the lonely hour di Sam Smith