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D'Atri

Direttiva Barnier, Soundreef contrattacca: «Bruxelles aprirà una procedura d’infrazione sul monopolio Siae»

Le prove tecniche di distensione andate in onda nei giorni del Festival di Sanremo non hanno avuto un orizzonte molto lungo. Con il varo, da parte del Consiglio dei ministri, del decreto legislativo di recepimento della Direttiva Barnier che ha lasciato in piedi l’esclusiva di Siae sul collecting è ancora una volta baruffa tra Soundreef e la Società autori ed editori. Torna all’attacco Davide D’Atri (nella foto), fondatore e ceo della società italiana con sede legale a Londra che si è proposta come alternativa a Siae: «Il mercato dei diritti d’autore – scrive -, ormai, è aperto e quella della liberalizzazione è una strada senza ritorno. Soundreef non condivide la scelta del governo italiano che, a nostro avviso, ignorando i principi cardine della Direttiva europea, perde una grande occasione di far rotta verso il futuro e sceglie di restare anacronisticamente aggrappati al passato, a un monopolio vecchio oltre 125 anni che sin qui ha garantito i diritti di pochi (i più ricchi e famosi) e imposto a tanti  (soprattutto i più giovani) di subire regole del gioco scritte da altri, passivamente e in totale assenza di ogni alternativa. Ottomila autori italiani, il 10% degli iscritti a Siae, – recita la lettera che la collecting privata  sta facendo circolare in queste ore – hanno scelto Soundreef mentre migliaia di altri li seguiranno a breve. Il decreto di recepimento, d’altra parte, riconosce espressamente ai titolari dei diritti la libertà di scegliere a chi affidarsi per la gestione dei propri diritti. Senza dire che il decreto di recepimento della Direttiva non solo riconosce espressamente cittadinanza nell’Ordinamento italiano a entità di gestione indipendente dei diritti come Soundreef ma riconosce loro altresì il diritto diraccogliere i dati di utilizzo della musica direttamente dagli utilizzatori senza alcuna mediazione di Siae, consentendo così la nascita di una sana concorrenza nella rendicontazione dei compensi degli autori ed editori. Le nuove regole – secondo Soundreef – non convincono la Commissione europea che ha già rappresentato all’Italia i propri dubbi e perplessità, manifestando l’intenzione di aprire un’ennesima procedura di infrazione contro il nostro Paese se non si allineerà alle regole della Direttiva europea». Secondo la società fondata da D’Atri (nella foto con Fedez), «è solo questione di tempo e poi, come già accaduto tante volte in passato, sempre a proposito di Siae e di diritto d’autore (si vedano la vicenda del bollino Siae e quella del compenso per copia privata) Bruxelles o, meglio, la Corte europea di Lussemburgo farà giustizia, indicando la strada maestra da seguire e ordinando al nostro Paese di tornare indietro. Nel tentativo di evitare tanta inutile confusione avevamo proposto a Parlamento e Governo di lasciare pure che Siae incassasse i compensi dovuti ai nostri mandanti ma a condizione che quest’ultima ce li versasse entro trenta giorni. Non c’era e non c’è, infatti, nessuna ragione per la quale si possa garantire a Siae il diritto di trattenere per mesi, o addirittura per anni, soldi che non le competono in attesa, un giorno, di ripartirli a favore dei titolari dei diritti. Inutile dire che la nostra proposta è stata lasciata cadere nel vuoto. Da giorni – prosegue la missiva – giornalisti, autori, editori, addetti ai lavori e gente comune che negli ultimi mesi ha condiviso con noi la battaglia per un mercato libero, aperto e trasparente ci chiedono cosa succederà ora. La priorità nostra e, ci auguriamo, di tutti quanti hanno a cuore musica, ingegno e creatività è evitare caos, confusione e incertezza. Vale la pena, quindi, partire dai pochi punti fermi, incontestabili e inequivocabili: i diritti d’autore affidati in gestione alla Soundreef ltd da titolari dei diritti che non hanno mai dato o hanno revocato il mandato alla Siae non possono essere usati senza una licenza firmata da Soundreef o direttamente dai titolari dei diritti». La lettera aperta si chiude quindi con un annuncio: «Dateci qualche settimana e torneremo a sorprendere. Una nuova rivoluzione, più grande e più dirompente di quella che abbiamo promosso sin qui perché le leggi dovrebbero servire a governare il futuro e non a tentare di imbrigliarlo. Qualcuno ha titolato che la storia è finita venerdì. Noi diciamo che la storia è appena iniziata».

  • Soundreef |

    Salve Giulio, Soundreef chiede soltanto il corretto recepimento di una Direttiva già in vigore in tutti i Paesi dell’Unione Europea. Lo schema del decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri infatti, si ostina a mantenere il monopolio della SIAE, vecchio di oltre 125 anni, ignorando i principi cardine della Direttiva stessa, che riconosce a Soundreef (e a tutte le altre Collecting Society) il diritto ad operare in questo mercato secondo le regole della libera concorrenza.

  • Giulio |

    Queste dichiarazioni sono un’accozzaglia di populismo e qualunquismo. Ora lasciate lavorare la magistratura su questo caso, come stanno facendo. E smettetela di dare spazio a chi solo vuole farsi pubblicità!

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