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A Sanremo prove tecniche di dialogo tra Soundreef e Siae

Il percorso di recepimento della direttiva Barnier è a una svolta: a breve leggeremo in Gazzetta Ufficiale il testo che disciplina il collecting del diritto d’autore. Intanto da Sanremo Siae e Soundreef, i principali protagonisti di questo dibattito che va avanti ormai da un anno, si scambiano messaggi incrociati. Al centro della disputa i cinque artisti in quota Soundreef che sono al festival tra cantanti (Gigi D’Alessio e Nesli tra i Big, Tommaso Pini tra le Nuove Proposte) e autori (Maurizio Fabrizio) nonché il maestro Adriano Pennino. «Secondo la legge attuale, i diritti d’autore sono raccolti dalla Siae. L’artista può eventualmente chiedere di riscuoterli direttamente, ma non lo può fare Soundreef a suo nome se dietro delega», ha detto il direttore generale di Siae, Gaetano Blandini aggiungendo che «anche la nuova normativa, che sarà in Gazzetta Ufficiale a breve, conferma in toto l’articolo 180 sull’argomento» che pur aprendo a una concorrenza di mercato, di fatto continua a prevedere l’esclusiva alla Società italiana autori ed editori. Di lì a poco gli fa eco Davide D’Atri (nella foto), fondatore e ceo di Soundreef, che esalta la certezza dei tempi di pagamento del sistema della collecting privata («Paghiamo al massimo entro 90 giorni») che al momento conta oltre 8mila iscritti e circa 100mila utilizzatori. D’Atri però apre al dialogo: «Il tempo degli attriti è finito. Con Siae cerchiamo un punto di incontro per migliorare il mercato. Il problema è che in questo momento di vuoto normativo gli utilizzatori non capiscono cosa fare», dice l’ad sottolineando come «l’utilizzatore che non ha la nostra licenza, incorre in un illecito civile e penale per sfruttamento illecito di proprietà intellettuale», con esplicito riferimento anche al Festival di Sanremo.