Se il concerto diventa co-branding. Apple Music Festival traina i tour di One Direction, Pharrell e Florence

A rigor di logica l’Apple Music Festival, mega-kermesse organizzata dalla Mela al Roundhouse di Londra dal 19 al 28 settembre, è un evento promozionale, branding di un servizio musicale (di streaming) attraverso la musica dal vivo, qualcosa che ha a che fare più con il marketing che con il tradizionale business dei concerti. Ne è una prova il fatto che per assistere di persona alle gesta dei vari One Direction, Pharrell Williams e Florence + The Machine non devi scucire quattrini di tasca tua, ma essere cittadino britannico e provare a vincere i pass attraverso qualche concorso messo in piedi dai vari partner dell’iniziativa. I più, in giro per il mondo, dovranno insomma accontentarsi delle varie dirette streaming messe in piedi da Cupertino. La cosa curiosa è tuttavia che, all’indomani dell’annuncio della line-up del festival, si è registrata una vera e propria impennata nella domanda dei biglietti per i tour degli artisti headliner. Lo ha scoperto «Forbes» che, sul tema, ha scomodato il management di Viagogo, piattaforma globale che si occupa di vendita di biglietti online. Per capirci: gli One Direction hanno beneficiato di un balzo del 97% delle ricerche per il loro tour nel Regno Unito e del 57% per quello in Usa e Canada. Le date di Pharrell a Singapore hanno visto una crescita delle ricerche pari al 63%, mentre quelle in Sudafrica un +46 per cento. Florence ha invece goduto di un +84% sulle richieste di biglietti per le date americane e un +79% su quelle britanniche. Occorre insomma riconsiderare un po’ il senso dell’Apple Music Festival. È vero: Apple fa marketing attraverso gli artisti che porta sul palco, ma a quanto pare sono anche gli artisti in questione a fare marketing attraverso Apple. Più che branding questo è co-branding. Dati alla mano.

PHARRELL

Pharrell Williams all’annuncio dell’Apple Music Festival