Gino Paoli tra le ragazze per il Mak P dell'Istituto Luigi Sturzo di Castellammare di Stabie

Quando Gino Paoli suonò al Mak Π 100 del Quisisana di Castellammare di Stabia

C’è stato un tempo in cui i mostri sacri della musica leggera italiana non disdegnavano di arrotondare… con le feste studentesche. Gino Paoli, cantautore di punta della scuola genovese scomparso soltanto qualche settimana fa, non faceva certo eccezione. E ne abbiamo le prove: le due fotografie che corredano questo articolo lo ritraggono come ospite d’eccezione al Mak Π 100, tradizionale festa goliardica organizzata a cento giorni dalla fine dell’anno scolastico dall’Istituto alberghiero Quisisana di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli.

Era la primavera del 1964, non un periodo banale per Gino Paoli: con «Ieri ho incontrato mia madre» era reduce dal secondo posto al Festival di Sanremo alle spalle di Gigliola Cinquetti che sorprese tutti con «Non ho l’età». Nel curriculum aveva già brani memorabili come «Il cielo in una stanza» (1960) e «Sapore di sale» (1963). E nell’estate precedente c’era stato pure il celebre episodio del tentato suicidio. Gino Paoli, insomma, era già Gino Paoli.

Eppure, convocato dal comitato studentesco del Quisisana di Castellammare, intervenne al party che si tenne sulla collina di Quisisana, eseguì qualche brano del suo repertorio e si intrattenne a fare foto con i partecipanti. Nei due scatti in questione, per esempio, lo vediamo con gli stessi baffi che sfoggia sulla copertina di «Basta chiudere gli occhi» attorniato da cinque ragazze al banco del rinfresco apparecchiato con decorazioni floreali. E il pensiero va subito a «A Milano non crescono i fiori», terza traccia dell’album che usciva proprio in quei giorni.

Com’era possibile che negli anni Sessanta un artista sulla cresta dell’onda rispondesse alla convocazione di un gruppo studentesco per partecipare a una festa scolastica? Sembrerà strano, ma c’è stato un tempo in cui una vera e propria industria dei concerti ancora non esisteva. Qui da noi e non solo. La principale fonte di ricavi, per un artista, era la discografia.

Partecipare a un evento piccolo, per un pezzo da Novanta della musica leggera italiana, significava essenzialmente due cose. La prima: promuovere capillarmente la propria produzione discografica. E Gino Paoli, da un anno passato da Dischi Ricordi alla leggendaria Rca Italiana, aveva un album e tre singoli da spingere. La seconda: arrotondare con fonti di guadagno fuorisacco. Oggi sarebbe impensabile tutto questo, ma di questi tempi comanda il live: se un artista arriva a esibirsi nelle venue grandi, arene o stadi che siano, difficilmente si renderà disponibile a partecipare a eventi con meno pubblico.

Al massimo, si concederà a qualche ricco «aziendalone», come capitò ai Maneskin che nel 2024 apparvero alla cena di Natale di Luxottica. Tra le alunne e gli alunni del Quisisana di Castellammare di Stabia di sicuro non c’era nessuno con le disponibilità dei fratelli Del Vecchio. A proposito: se riconoscete qualcuno di familiare nelle due foto con Gino Paoli, scriveteci pure. Saremmo felici di arricchire l’articolo individuando le cinque ragazze che accolsero il cantautore genovese alle Terme Vecchie.

Gino Paoli tra le ragazze per il Mak P 100 del 1964 dell'Istituto Luigi Sturzo di Castellammare di Stabie
Gino Paoli tra le ragazze per il Mak Π 100 del 1964 dell’Istituto alberghiero Quisisana di Castellammare di Stabia