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Secondary ticketing, con la Manovra del popolo il biglietto nominale adesso è legge

Con l’approvazione della Legge di Bilancio, la norma anti-secondary ticketing che prevede il biglietto nominale per i concerti con almeno 5mila spettatori è diventata legge. Sergio Battelli, deputato del Movimento 5 Stelle con la passione della musica che ne è stato il promotore (nella foto), ha vinto la sua battaglia. E festeggia con un lungo post su Facebook: «Posso finalmente annunciarvi  – scrive – che, con l’approvazione della #manovradelpopolo è arrivato ufficialmente il sìdella Camera al biglietto nominale per contrastare sia il bagarinaggio virtuale che quello fisico. Una norma che, insieme ai colleghi del M5S, ho fortemente voluto da un lato per ridare spazio e libertà alla passione degli spettatori e, dall’altro, per abbattere un meccanismo odioso e oneroso sia per le persone che per lo Stato: le società off-shore che in tutti questi anni hanno rivenduto i biglietti a prezzi più che maggiorati, infatti, non hanno versato un euro di tasse nel nostro Paese. L’obbligo del biglietto nominale – scrive Battelli – scatterà a partire dal primo luglio 2019 per tutti quegli eventi organizzati in strutture con una capienza superiore ai 5mila spettatori. Ovviamente per accedere all’area dello spettacolo sarà obbligatorio per tutti, minori compresi, presentare un valido documento di identità. Consentendo a tutti di comprare biglietti al loro prezzo nominale il testo mira ad abbattere il mercato secondario, cancellando sia quelle società off shore che i bagarini davanti ai cancelli. Comprare i biglietti per un evento al loro giusto prezzo sembra un’ovvietà ma, fino a oggi, non è stato così. Ecco perché credo che questa norma sia una piccola grande rivoluzione». L’onorevole Battelli si sofferma anche su temi quali re-ticketing e cambio nome. «Ovviamente – scrive su Facebook – chi sarà impossibilitato a partecipare all’evento non dovrà preoccuparsi» perché «potrà rimettere in vendita il proprio biglietto oppure cambiarne il nominativo. Il tutto sempre e soltanto passando attraverso le piattaforme di rivendita primarie, i box office autorizzati o i siti internet ufficiali che assicureranno che il biglietto mantenga il suo prezzo nominale e non subisca maggiorazioni. Nessun rincaro se non i costi di gestione della pratica di intermediazione applicati in modo trasparente da parte di quegli stessi canali. Le procedure per la rivendita e il cambio nominativo – conclude Battelli – saranno definite nel dettaglio da norme secondarie mediante un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che verrà pubblicato entro 60 giorni dall’entrata in vigore di questa legge». Promote e piattaforme di ticketing, nell’ultimo mese, si erano schierati contro il biglietto nominale.