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Jazz e machine learning, a Roma l’intelligenza artificiale sfida il piano di Danilo Rea

Ce lo vedete Danilo Rea, uno tra i migliori pianisti jazz italiani della sua generazione, a duettare con l’intelligenza artificiale? È esattamente quello che accadrà sabato 19 maggio al Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Roma Tre, in occasione di Data Driven Innovation, la più grande conferenza italiana sul mondo dei dati e dell’innovazione organizzata: alle 11.30 andrà in scena «Cracking Danilo Rea», progetto ideato dall’eclettico Alex Braga e condiviso dal celebre jazzista, uniti in una performance in dialogo con Ami (acronimo di Artificial Musical Intelligence), strumento di machine learning progettato appositamente dai professori Francesco Riganti Fulginei, Antonino Laudani e Alessandro Salvini del Dipartimento di Ingegneria di Roma Tre.
Ad AMI, unico esempio nel suo genere nel panorama mondiale, è affidato il compito di apprendere in tempo reale le modalità di improvvisazione pianistica di Rea e inviare previsioni di note a un virtual ensemble di Braga che ne provvede all’orchestrazione, arricchendo la performance del pianista come se altri musicisti duettassero con lui in quel momento. «Con il contributo del Laboratorio interdipartimentale di tecnologie musicali e acustica di Roma Tre – spiega Riganti Fulginei – siamo riusciti nella sfida di programmare un software che riuscisse a craccare l’andamento musicale di Danilo Rea (nella foto), mettendo in scena un dialogo che prende la forma di una sofisticata competizione uomo-macchina». L’iniziativa propone una riflessione sulla paura ancestrale dell’uomo nei confronti delle macchine, fino a dare vita a un concerto coinvolgente in cui l’elemento umano e quello digitale trovano il loro equilibrio. Il calore del piano si fonde con l’adrenalina della musica elettronica e con le videoproiezioni generate da un software sviluppato ad hoc.