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Diritto d’autore, il Consiglio dei ministri recepisce in via definitiva la Direttiva Barnier: resta l’esclusiva Siae

Il Consiglio dei ministri ha approvato in esame definitivo un decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/26/Ue sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multi-territoriali per i diritti su opere musicali per l’uso online nel mercato interno, ossia la ormai celebre Direttiva Barnier. Lo rende noto un comunicato del Cdm. Come era chiaro da mesi, non c’è la liberalizzazione spinta e l’apertura del mercato italiano a più società di collecting concorrenti, ma viene fatto salvo il diritto di un cittadino italiano di farsi tutelare de una collecting di un Paese Ue. Secondo l’impostazione del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini (nella foto con il presidente della Siae Filippo Sugar), non viene insomma messa in discussione l’esclusiva di Siae. Nello specifico, il decreto disciplina: l’organizzazione, l’attività e i profili di trasparenza degli organismi di gestione collettiva, stabilendo regole precise sulle attività di riscossione e d’impiego dei proventi; l’obbligo di una relazione di trasparenza annuale; i criteri per la concessione, da parte degli organismi di gestione collettiva, di licenze multi-territoriali per l’esercizio di diritti su opere musicali diffuse su reti online; le funzioni di ispezione e vigilanza dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Sul provvedimento sono stati acquisiti i pareri delle Commissioni parlamentari competenti.

  • Natale Antonio Rossi presidente Federazione Unitaria Italiana Scrittori |

    L’Italia ha perso l’occasione di migliorare la vita degli autori e degli scrittori.
    L’Unione Europea, con la Direttiva 26/2014 aveva offerto all’Italia la possibilità di liberalizzare e democratizzare il settore della proprietà intellettuale onde rendere il diritto d’autore armonizzato con quello dei paesi europei ed esteri. Il Governo italiano, dopo che l’Italia era finita in regime d’infrazione, ha ritenuto di non procedere a favore della creatività degli autori e degli artisti italiani: non ha liberalizzato né democratizzato il diritto d’autore, lasciando che questo fosse gestito in regime di monopolio dalla SIAE fino ad oggi impegnata a mantenere la predominante posizione del settore musicale su tutte le espressioni artistiche. Nonostante che il Governo voglia farlo credere all’Unione Europea, l’Italia degli autori, degli artisti e degli scrittori non è illiberale, non è antidemocratica, ama la libertà e il libero mercato delle edizioni letterarie, della produzione di opere d’arte e soprattutto una raccolota dei proventi efficente e una loro corretta ripartizione. La Federazione Unitaria Italiana Scrittori (FUIS) che ha documentato (con l’indagine “La situazione economica e sociale dello scrittore in Italia”) come lo scrittore italiano non possa vivere del proprio lavoro, e sia costretto a farne un altro, ritiene che il decreto legislativo approvato dal Governo sia lesivo della creatività e della produttività non solo degli scrittori, ma di tutti gli autori, degli artisti italiani (non esclusi quelli della musica).

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