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11 Aug 1993 --- APPEARANCE OF SALMAN RUSHDIE DURING U2 CONCERT --- Image by © Andrew Murray/Sygma/Corbis

I biglietti per gli U2 a Roma già su ViaGogo nel giorno della prevendita riservata ai fan

I biglietti per il concerto degli U2, il 15 luglio allo Stadio Olimpico di Roma, da appena due ore sono in pre-vendita esclusiva sul sito della band per i soli fan, ma già appaiono su siti di secandary ticketing come ViaGogo a prezzi maggiorati che possono arrivare fino a 300 euro. Com’è possibile? Se cercate spiegazioni, non guardate nella direzione di PwC, società di auditing che stavolta dovrà certificare il regolare andamento delle vendite: il suo compito è verificare che nessun indirizzo ip acquisti più di quattro biglietti. Non guardate neanche nella direzione di TicketOne: scenderà in campo lunedì prossimo, quando partirà la prevendita ufficiale. E come si fa a guardare poi nella direzione di Live Nation? Com’è possibile anche soltanto pensare che un’azienda un giorno (ieri) possa diffondere un comunicato sulle misure intraprese contro il secondary ticketing e l’indomani (oggi) alimentare questo controverso mercato? Sarebbe un autogol clamoroso, mediatico e non solo. L’unica spiegazione che in questa fase razionalmente si riesce a dare all’accaduto è che qualcuno molto ben organizzato, con tessere fan sottoscritte all’uopo, stia comprando per rivendere. La morale di questa storia – che è soltanto all’inizio, perché appunto la prevendita ufficiale non è ancora partita – appare piuttosto un’altra: se vuoi davvero vietare il secondary ticketing, devi vietarlo in ogni Paese del pianeta. Una legge «locale» sarà sempre aggirabile, da qualche parte là fuori. Una morale vecchia quanto il web. Che durerà finché durerà il web (nella foto, Bono nei panni di MacPhisto, ai tempi dello «Zooropa Tour»).

  • guuseppe |

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