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«Scrivere di musica è come ballare di architettura».
Frank Zappa

Sono nato a Pompei cinque anni dopo il Live dei Pink Floyd, nel giorno in cui a New York John Lennon otteneva il permesso di soggiorno, a Los Angeles Tina Turner chiedeva il divorzio da Ike e a Roma la Corte Costituzionale apriva le porte alle radio libere. Nonostante la laurea in lettere classiche, faccio il giornalista. Dal 2004 scrivo per il Sole 24 Ore: tra le mie grandi passioni professionali ci sono i piani di ristrutturazione aziendale, gli scavi archeologici e la musica. Rimpiango un po’ il tempo in cui ogni città aveva la sua scena musicale e il suo «suono». Siccome nessuno può permettersi rimpianti, mi interessa capire in che direzione viaggia questo settore, tra globalizzazione, concentrazioni e rivoluzione tecnologica. Per Guida editore ho pubblicato «Psychedelicon» (2006) e «Bomba carta» (2011), due romanzi pieni di musica. Vivo tra Milano e la Costiera Amalfitana restando profondamente napoletano in the mood. Colleziono vinili d’epoca e quando ho tempo suono. Per chi non l’avesse capito: da bambino sognavo di fare il musicista. Però rock and roll. And you can send me dead flowers to:
francesco.prisco@ilsole24ore.com