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«Carpi Summer Fest» torna nel segno del cantautorato. E punta alle 10mila presenze

«L’anno scorso abbiamo fatto un esperimento. Quest’anno proveremo a fare sul serio». A parlare è il promoter Francesco Cattini, titolare di Imarts che, insieme con l’associazione Quelli del 29, organizza il «Carpi Summer Fest», kermesse di musica dal vivo che si svolgerà nella cittadina emiliana dal 25 al 29 giugno. Chiarissimo il senso della sfida: portare musica italiana (e non solo) di qualità in provincia, in un centro da 70mila abitanti. Una sfida che per Cattini ha il sapore della missione, dal momento che Carpi è la sua città, nonché la sede della Imarts, agenzia con un roster che spazia da Franco Battiato (nella foto Ansa) a Francesco Gabbani. «L’anno scorso – spiega il promoter – abbiamo raggiunto le 5mila presenze, considerando le 3mila degli eventi a pagamento e le 2000 del concerto gratuito di Boosta. Quest’anno puntiamo a quota 10mila spettatori complessivi». Il cartellone dei live act che si svolgeranno a piazza dei Martiri stavolta è interamente dedicato al cantautorato italiano. Si comincia il 25 giugno con Franco Battiato accompagnato dalla Royal Philharmonic Concert Orchestra, dove le composizioni del Maestro vivranno nell’esecuzione dell’orchestra londinese diretta da Carlo Guaitoli con Angelo Privitera alle tastiere e programmazioni. Il 26 giugno Francesco Guccini si racconterà in una intervista percorrendo l’Italia dal dopoguerra ai giorni nostri, attraverso le sue canzoni e i suoi libri, i suoi miti, le sue origini, le sue ispirazioni. A conclusione della serata un concerto dei Musici, i musicisti che hanno accompagnato Guccini lungo tutta la carriera. «Sarà un’occasione – commenta Cattini – per celebrare il debutto televisivo sia di Battiato che di Guccini, risalente a 50 anni fa esatti. La trasmissione era la stessa: “Diamoci del tu” con Caterina Caselli». Ma c’è spazio anche per i giovani. Il 27 giugno salirà sul palco Francesco Gabbani, vincitore del Festival di Sanremo 2017, per presentare il nuovo album. Il 28 giugno sarà la volta di Niccolò Fabi che quest’anno festeggia i vent’anni di carriera. Celebrerà il suo percorso artistico portando sul palco i brani estratti dal suo ultimo disco di inediti «Una somma di piccole cose» e tutti i suoi classici. Il 29 giugno il festival termina nella cornice di Piazzale Re Astolfo con Giovanni Caccamo e Giovanni Robustelli, protagonisti del progetto «S’ignora», promosso dal Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco. Durante il concerto, Caccamo si esibirà al pianoforte mentre Robustelli dipingerà live su grandi tele soggetti ispirati ai brani in esecuzione e al luogo protagonista della performance. Con questo evento di chiusura gratuito, in collaborazione con Fca, il cantautore porterà sul palco, tra le altre, le canzoni che grandi autori hanno cucito su grandi interpreti e che, in alcuni casi, non hanno avuto la popolarità che avrebbero meritato. «Un progetto – sottolinea con forza il promoter – che porteremo in giro per l’Italia in altri siti di rilevanza culturale poco noti al grande pubblico. Il titolo “S’ignora” fa riferimento proprio a questo, ma anche alle tematiche femminili su cui si incentra il songwriting di Caccamo. A fine performance le tele di Robustelli saranno regalate al sito che ci ospita». Al di là di tutto, c’è spazio per una kermesse con queste ambizioni in un posto come Carpi? Per Cattini «è senza dubbio una bella sfida. Da un lato si lavora per sensibilizzare i residenti ai concerti a pagamento, dall’altro possiamo contare su un posizionamento strategico: siamo tra Modena, Bologna e Reggio Emilia, il potenziale bacino da raggiungere è ampio. Dal mio punto di vista è una sfida molto sentita. Sono contento del fatto che il comune ci creda e ci investa, così come succede per altre importanti iniziative culturali quali il Festival della Filosofia e la Festa del Racconto».