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Francesco Gabbani testimonial dell’amaro Braulio: terrà «lezioni di Nirvana» social a Bormio

Diventare testimonial di un prodotto fa bene o male a un artista, in specie se emergente? L’interrogativo risale all’alba dello show business e non ha una risposta univoca. Chi ha qualche anno in più ricorderà il Carosello con Mina che cantava le lodi della Cedrata Tassoni («Quante cose al mondo sai fare»), chi ha qualche anno in meno magari andrà con la mente a Chiara Galiazzo fresca trionfatrice di X Factor e alla sua partnership con Tim. E si arriva così a questo pomeriggio con l’ufficializzazione di un deal che riguarda Francesco Gabbani, vincitore dell’ultima edizione del Festival di Sanremo con il tormentone «Occidentali’s Karma». La notizia non è tanto che il giovane cantautore carrarino, in procinto di lanciare il suo secondo album «Magellano» in uscita il 28 aprile, abbia scelto di imboccare la strada del co-marketing, ma piuttosto il prodotto oggetto della partnership e le modalità con cui questa sarà gestita. Il 23 e il 24 aprile Gabbani, in attesa di cimentarsi con l’Eurovision Song Contest che lo vedrà impegnato dal 9 al 13 maggio a Kiev, sarà infatti il primo ospite del Rifugio Braulio (hashtag: #RifugioBraulio), ossia «uno speciale rifugio – recita il comunicato ufficiale – creato da Braulio che si rivolge a chiunque condivida con la marca la sua filosofia e il suo carattere più montano e genuino. Un punto di incontro, una zona protetta per staccare la spina e ricaricare le energie lontano dai ritmi eccessivi della vita frenetica di tutti i giorni». Il celebre amaro della Valtellina di proprietà del gruppo Campari ospiterà insomma Gabbani (nella foto) in un luogo segreto (meglio segreto, onde evitare gli assalti dei fan) di Bormio per degli speciali dopo-cena live social in diretta sui canali Facebook del cantautore e di Braulio all’interno dei quali dispensare specifiche «Lezioni di Nirvana». E via con gli hashtag anche per tifare Gabbani all’Eurovision: #MenoMondaniPiùGabbani, #MenoMondano e #PiùMontano. Braulio nell’immaginario collettivo è un prodotto «slow», roba da intenditori. E allora decide di parlare ai giovani affidandosi a un personaggio che ha fatto dell’inattualità battiatiana una bandiera. «La scimmia nuda balla» ancora meglio dopo un paio di bicchierini.